Ansia da Prestazione Sessuale

sexual performance anxiety
“Avrò un erezione?”
“Riuscirò a controllare la durata del rapporto?”
“sarò sufficientemente lubrificata?””
Raggiungerò l’orgasmo?”
“Non ci riuscirò!” “
Sarà un disastro!”
 
 
Quando queste e molte altre paure riguardo alla propria prestazione sessuale diventano frequenti e assillanti siamo probabilmente di fronte ad un problema di”ansia da prestazione.

 

Cos’è l’ansia da prestazione sessuale?

L’ansia da prestazione è un problema sessuale purtroppo largamente diffuso (negli uomini in misura maggiore delle donne).

è la principale causa di numerose disfunzioni sessuali (problemi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti dolorosi, difficoltà orgasmiche), e rappresenta quindi un ostacolo per la vita sessuale di chi ne soffre.

Spesso è accompagnata da altri disturbi psico-sessuologici (ad esempio problemi d’ansia)

Il circolo vizioso

• L’ansia da prestazione iniziale crea il problema sessuale (deficit erettile, scarsa lubrificazione ecc.)
• Al problema sessuale segue la preoccupazione che accada di nuovo (“Fallirò di nuovo!”)
• Le preoccupazioni aumentano l’ansia da prestazione
• l’aumento di ansia crea un secondo e più forte problema sessuale
• L’ansia, le preoccupazioni ed i pensieri negativi aumentano, e di conseguenza anche il problema sessuale
• I problemi sessuali che si verificano rinforzano la convinzione di non farcela…
• eccetera, eccetera…

La letteratura scientifica attualmente riporta diverse strategie terapeutiche che presentano una buona efficacia.

 

Per approfondimenti: “Come ho vinto l’ansia da prestazione sessuale. Storie di chi è guarito da un problema diffuso” E.Toso

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Ansia e Stress: saperne di più

Cos’è l’Ansia?

L’ansia, in generale, è una risposta emotiva e automatica che si attiva in risposta a tutto ciò che percepiamo come pericolo.

E’ una reazione universale e di per sè “adattiva”

 

 

Che funzioni ha?

L’ansia attiva l’organismo a reagire in situazioni potenzialmente pericolose. Non è di per sè una risposta “patologica” o disfunzionale.

Anzi. Senza la “risposta attacco-fuga” automatica che il nostro organismo spontaneamente attiva la specie umana non sarebbe nemmeno sopravvissuta.

 

 

Quando l’ansia diventa un disturbo?

L’ansia perde la sua funzione “adattiva” e funzionale quando lo stato di allarme e paura e’ “esagerato” rispetto ai reali pericoli, o se i pericoli non ci sono affatto. Quando l’ansia diventa costante, eccessiva e/o immotivata diventa un problema che può interferire con il nostro benessere, limitandoci in diversi ambiti della nostra vita (scuola/lavoro, vita sociale, relazioni)

 

 

Cosa fare?

Essendo un’emozione importante e di per sè adattiva l’obiettivo non è eliminare l’ansia, bensì’ imparare a comprenderla e gestirla. Lo scopo è limitare l’ansia, e non permette che sia lei a limitare noi!

 

 

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Desiderio: saperne di più

Cos’è il Desiderio Sessuale?

dancerÈ difficile definire il Desiderio Sessuale.

Proverò quindi a farlo prendendo in prestito le parole di Alberoni: “È sessuale il desiderio che provo osservando una ballerina la passione che sento per la mia amata, il desiderio spasmodico di vederla quando sono lontano, la gioia di sentire la sua voce dirmi “ti amo”. Insomma è sessuale tutto.

 

Quali sono i nemici del desiderio?

Eccone alcun esempi:

l’abitudine, lo stress, il “dare per scontato” il partner, Ia mancanza di comunicazione nella coppia.

Questi e molti altri fattori minano il desiderio e la passione all’interno della coppia.

 

I momenti critici per il desiderio

Alcune fasi della vita di coppia possono essere potenzialmente critiche per il desiderio.

Ad esempio l’andare a vivere insieme, la gravidanza, l’arrivo di un bimbo, la menopausa.

State affrontando  uno di questi momenti delicati? Il motto è NON ARRENDERSI, o ancor peggio pensare che la passione si sia spenta. Al contrario! bisogna dedicare delle cure e delle attenzioni in più all’intimità di coppia

 

Quando il desiderio proprio sembra non esserci più…

In alcuni casi purtroppo il desiderio cala drasticamente, fino a quasi scomparire.

È quello che noi sessuologi chiamiamo “Disturbo da Desiderio Ipoattivo”.

Se state vivendo questa situazione, non scoraggiatevi. Non tutto è perduto! Quando le cose sembrano da soli sembrano insormontabili è il momento di chiedere aiuto.

Rivolgetevi ad uno Psico-Sessuologo, che vi aiuterà ad affrontare e superare il problema.

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Paure e Fobie

 Cos’è una Fobia?

fobia specifica

La Fobia è una paura marcata e persistente verso un determinato oggetto, animale o situazione

Ecco qualche esempio fra le più comuni: paura di volare, paura dei ragni o dei serpenti, paura dei cani, paura dei piccioni, paura degli aghi, paura delle malattie.

 

Che differenza c’è fra Paura e Fobia?

Tutti noi abbiamo sperimentato la Paura. La paura, infatti è la reazione appropriata di fronte ad uno stimolo pericoloso (o presunto tale)

 Quando la paura si trasforma in fobia?

Si tratta di fobia  quando:

  • fobia dei caniè sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione (es: paura dei piccioni, o di ragni non velenosi)
  • la persona che ne soffre non riesce a  controllarla
  • la persona  riconosce che tale paura non è dovuta all’effettiva pericolosità dell’oggetto, attività o situazione che teme
  • la persona tende ad evitare tutte le situazioni in cui potrebbe venire a contatto con l’oggetto o la situazione temuta
  • permane per un lungo periodo di tempo senza risolversi o attenuarsi;
  • limita le normali attività quotidiane (es: non poter fare determinati viaggi per paura dell’aereo, non poter fare esami medici per paura degli aghi ecc)
  •  ci sono ripercussioni sul benessere della persona che ne soffre (a seguito della paura e delle limitazioni connesse)

 

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Disfunzione erettile

Disfunzione Erettile: Cos’è

La Disfunzione Erettile (DE) è un problema sessuale maschile molto diffuso.
Si stima che circa 1 maschio adulto su 7  si trovi a dover affrontare questo problema con regolarità.
La frequenza del disturbo aumenta col crescere dell’età: ne soffre un uomo 1 su 4 fra i 55 e i 59 anni, 1 su 3 fra i 65 e 70 anni, 1 su 2 dopo i 70.

Viene definita come:

 Difficoltà o impossibilità di raggiungere o mantenere l’erezione per un tempo sufficiente al rapporto sessuale

 

Diversi sottotipi

  • DE situazionale: non si manifesta sempre, ma ci sono delle eccezioni (solo nei rapporti coitali, solo con una partner ecc.)
  • DE generalizzata: si manifesta sempre

La DE può avere diverse cause:

cause organiche

  • condizioni patologiche che rendono difficoltoso il flusso sanguigno (diabete, cardiopatia, ipertensione, ipercolesterolemia)
  • interventi alla prostata
  • effetti collaterali di alcuni farmaci

abitudini di vita sbagliate

  • fumo
  • alcol
  • droghe
  • mancanza di esercizio fisico
  • deprivazione di sonno

cause psicologiche

  • ansia da prestazione
  • timore dell’insuccesso
  • momenti di forte stress
  • depressione

cause relazionali (conflitti, litigi, carenze di comunicazione…)

cause miste

 
 

Cosa fare

Rivolgetevi ad un esperto in sessuologia della vostra zona

 –  uno psico-sessuologo per risolvere  una DE dovuta a cause psicologiche o relazionali, miste o dovuta a stress

–  un urologo-andrologo per un approfondimento medico (se ritenete che possano esserci cause organiche)

Psico-sessuologo e andrologo spesso collaborano, per offrirti un trattamento integrato ed efficace. Saranno loro ad indirizzarti verso il trattamento più adatto a te.

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il circuito del dolore

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dolore alla penetrazione

 

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la Terapia del Vaginismo

“Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci” Alda Merini

LA TERAPIA SESSUALE DEL VAGINISMO

ll trattamento del vaginismo consiste nelvaginismo progressivo de-condizionam
ento dello spasmo involontario dei muscoli dell’entrata vaginale. Tuttavia, prima che questo traguardo possa essere raggiunto, deve essere rimossa l’eventuale paura riguardo alla penetrazione vaginale o al dolore, attraverso procedure psicoterapeutiche.
In particolare, secondo la metodologia classica, l’uso di dilatatori di dimensioni crescenti, che vengono inseriti in vagina gradualmente, sotto il controllo della paziente e poi del partner.

Gli obiettivi della terapia quindi saranno:

a)      A livello comportamentale l’eliminazione della contrazione involontaria della muscolatura che circonda la vagina e  impedisce la penetrazione (acquisizione del controllo volontario della muscolatura perineale e della possibilità di decontrarla)

b)      A livello emotivo la modificazione dell’emozione disturbante (ansia, paura del dolore /fobia della penetrazione)

c)      A livello cognitivo la disconferma delle eventuali idee disfunzionali riguardo l’anatomia dei genitali e le errate convinzioni circa la previsione del dolore riferita alla penetrazione

Risultati

Nella maggior parte dei casi il vaginismo, anche se di grado severo, se debitamente trattato si risolve completamente, permettendo alla donna e al partner una vita sessuale completamente libera dal dolore e dalla paura.

I tassi di successo della terapia sessuale (cognitivo-comportamentale) del vaginismo sono vicini al 100%.

Vaginismo: Storie di chi ci è passato e l’ha superato

Se avessimo saputo che sarebbe stato così SEMPLICE, nonostante le fatiche e le difficoltà affrontate insieme nel percorso lo avremmo intrapreso molto prima e molto meno spaventati!”

Finalmente il nostro matrimonio ora è completo. Siamo completi. Non c’è più quel “pezzo mancante”. Che dire…ora speriamo di solo di riuscire presto ad allargare la famiglia

Per approfondire

Leggi la testimonianza che una giovane coppia mi ha scritto al termine del percorso, una volta superato completamente il blocco del vaginismo

Superare il “blocco” del vagismo. la nostra storia

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VAGINISMO una porta chiusa all’amore

Cos’è

Il vaginismo è un problema sessuale caratterizzato da:

  • una contrazione muscolare involontaria dei muscoli che circondano la vagina (sensazione di avere un “muro” o una “porta chiusa” all’ingresso della vagina)
  • paura della penetrazione
A seconda del livello di gravità la penetrazione

 

 vaginale (del pene, di un dito o di un tampone) risulta dolorosa o impossibile, nonostante la donna esprima il desiderio di farlo.

 

Si stima che il vaginismo sia presente in circa l’1% della donne dopo la pubertà.
 
Tale problema è una delle principali cause di “matrimonio bianco” o non consumato.

 

La maggior parte delle donne che soffrono di vaginismo presentano una intatta eccitazione sessuale e possono raggiungere l’orgasmo attraverso la stimolazione del clitoride o il petting.
 

Sottotipi:

Vaginismo primario: compare all’inizio della vita sessuale; la donna non è mai riuscita ad avere un rapporto senza provare dolore
 
Vaginismo secondario: compare dopo mesi o anni di rapporti  senza problemi

 Vaginismo situazionale: il dolore non si avverte sempre (ad esempio solo durante i rapporti sessuali ma non se si vuole introdurre uno speculum,  o un assorbente interno)

Cause

Il vaginismo può dipendere da diversi fattori:
fattori biologici:
  • ipertono del muscolo pubococcigeo
  • Imene fibroso
  • malformazioni congenite della vagina o dell’imene
  • sindromi da dolore vulvare (es: vulvodinia)
  • …. 
fattori psicologici:
  • paura del dolore
  • presenza di tabù e inibizioni educative
  • eccessiva importanza attribuita alla verginità
  • paura di gravidanze non desiderate
  • paura della “prima volta” (immaginata come molto dolorosa o traumatica)
  • traumi emotivi specifici (molestie o abusi sessuali,  traumi accidentali agli organi genitali)    

fattori relazionali e di coppia:

  • eccessivo attaccamento alla famiglia di origine.
  • paura di far male alla propria compagna
  • ansia relativa all’idea della penetrazione

A chi rivolgersi

La terapia d’elezione per il vaginismo è la terapia sessuologica.
Rivolgetevi quindi ad un esperto in Sessuologia della vostra zona
(consultando ad esempio l’albo online della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica www.fissonline.it)

 

Importante è anche il contributo del ginecologo che con una  visita accurata ed attenta:
  • valuti la presenza di cause organiche 
  • escluda con certezza ogni altra patologia
  • valuti l’intensità della contrazione muscolare
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Eiaculazione precoce: saperne di più

INDICE:

  • E.P.: Cos’è

  • Cause

  • Cosa Fare?

E.P.: Cos’è

eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce (EP) è il problema sessuale maschile più diffuso.
Si stima che 1 maschio adulto su 3  si trovi a dover affrontare questo problema con regolarità.

 

Viene definita come:
 
Persistente o ricorrente insorgenza dell’orgasmo ed eiaculazione a seguito di una minima stimolazione e prima che lo si desideri
Diversi sottotipi
EP Situazionale: non si manifesta sempre, ma ci sono delle eccezioni (solo nei rapporti coitali, solo con una partner ecc.)
EP Generalizzata: si manifesta sempre

 

EP primaria: si manifesta da sempre.
EP secondaria: ha comincicato a manifestarsi dopo un periodo in cui non era presente

 

Cause

L’eiaculazione precoce può avere diverse cause:

 

cause organiche
  • patologie urologiche (prostatiti, fimosi, brevità del frenulo ecc)
  • ipersensibilità del glande
  • danni organici
  • disturbi tiroidei
uso di sostanze (farmaci e droghe)
stress
cause psicologiche
  • ansia da prestazione
  • timore dell’insuccesso
  • scarse tecniche di controllo eiaculatorio
  •  paura di una gravidanza non desiderata
cause relazionali (conflitti, litigi, carenze di comunicazione…)
cause miste

 

Cosa fare?

Rivolgetevi ad un esperto in sessuologia della vostra zona (consultando ad esempio l’albo online della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica www.fissonline.it)
 
–         uno psico-sessuologo per risolvere  un EP dovuta a cause psicologiche o relazionali, miste o dovuta a stress
–         un urologo-andrologo per un approfondimento medico (se ritenete che possano esserci cause organiche)
 
Psico-sessuologo e andrologo spesso collaborano, per offrirti un trattamento integrato ed efficace. Saranno loro ad indirizzarti verso il trattamento più adatto a te.

 

 

 

 

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GENITORI, MA NON SOLO! (2a parte)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto le difficoltà e gli ostacoli che una coppia si trova ad affrontare dopo l’arrivo del primo figlio.

Cosa fare quindi per preservare la propria intimità  e la vita sessuale?

1)       Momenti per sé

Prima di tutto è fondamentale concedersi dei momenti per sé, rivendicare degli spazi propri, individuali, in cui tornare (seppur per brevi o brevissimi momenti) ad essere donne e uomini, ancor prima di mamme e papà. Questo non è segno di egoismo, o di noncuranza rispetto al bimbo (o ai bimbi): un caffè con un amico, una nuotata in piscina o qualsiasi attenzione dedicata a voi stessi vi permetterà di ricaricarvi, ed essere più rilassati e sorridenti con il vostro piccolo e con il vostro partner!

2)       Momenti per la coppia

Concedersi una sera a settimana (o ogni due settimane) da soli con il vostro partner, per una pizza fuori o un

cinema vi permetterà di rinsaldare il vostro legame di coppia mettendolo, per quelle poche ore, in primo piano. Il motto è “Poco tempo ma di qualità”.

E se, una volta usciti da casa o lasciato il piccolo dai nonni vi vengono i sensi di colpa, o la voglia di tornare dal

vostro bimbo ricordate: lui è nato proprio dal vostro amore, dalla vostra coppia, che quindi, anche  per lui, meritano tempo e attenzione

 3)       Il mito della spontaneità

Spesso abbiamo l’idea della sessualità come “naturale”, legata esclusivamente all’istinto e alla spontaneità.

In quanto tale, escludiamo a priori la pianificazione, ritenendola la tomba dell’erotismo.

In realtà, è un po’ come per il cibo: nessuno di noi mangia quando ha fame, ma costruiamo dei momenti (i pasti) in cui vivere quest’istinto fondamentale e primario. Senza nulla togliere al piacere della tavola.

Lo stesso vale per la sessualità: costruire ed “apparecchiare” la situazione erotica non toglie erotismo, anzi. Una tavola ben apparecchiata,  la presentazione curata di un piatto aggiunge, anziché togliere il gusto del cibo.

È quello che Esther Perel definisce come mettere dei paletti al proprio territorio erotico, creare (e difendere) dei momenti di intimità, in cui poter vivere la propria sessualità o semplicemente rinsaldare la propria complicità fisica e psicologica.

La dott.ssa Perel inoltre afferma “La programmazione in realtà implica intenzionalità e l’intenzionalità trasmette valore. Quando si pianifica il sesso, ciò che si fa veramente è riaffermare il proprio legame erotico. Lo facevate all’inizio, quando uscivate insieme. Pensatelo come un preliminare prolungato: da venti minuti a due giorni”.


 E ricordate: i bambini che vedono i genitori, abbracciarsi, baciarsi, insomma, a proprio agio nell’esprimersi affetto è più probabile che si avvicinino alla sessualità con quel salutare mix di rispetto, responsabilità e curiosità che essa merita.

Censurando la nostra sessualità, mettendola in disparte o rinunciandovi quasi completamente, facilmente passeremo loro le nostre insicurezze e difficoltà.

Per un approfondimento bibliografico: “L’intelligenza erotica. Riconciliare erotismo e quotidianità” Esther Perel

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